CAPITOLO XXIX

Delle scarpette bianche giacevano sulla pancia di Carlotta, gliele aveva regalate Sofia poco dopo aver fatto il test.

Attendeva con ansia che arrivasse Alessandro per dargli la bella notizia: aveva un ritardo di due settimane, ma prima di recarsi dal medico per averne la certezza, voleva poter condividere quest’emozione con il suo unico amore.

Ripose le scarpette in una scatola e si affacciò per controllare se Alessandro fosse in casa, ma guardando in basso lo intravide entrare nel palazzo. L’ebrezza di dicembre sprigionava nell’aria l’atmosfera Natalizia con i suoi profumi. Rientrò infreddolita, andandolo incontro, gli circondò il collo con le braccia e lo baciò teneramente.

« Sei arrivato! finalmente! » con il viso straripante di felicità, Carlotta lo accolse, invitandolo ad entrare.

« Cucciola! ho pochissimo tempo! alle 9 ho il primo appuntamento allo studio..non posso trattenermi molto! » disse Alessandro  anche se assecondava con piacere quella pioggia di coccole che gli erano piovute addosso appena entrato.

« Prometto che non ti ruberò molto tempo! prima però sarà meglio che tu ti sieda!»

Alessandro prese posto, mentre Carlotta prese una scatolina colorata.

« Cos’è un regalo di Natale in anticipo?» disse Alessandro con un grande sorriso.

« Lo spero!» disse Carlotta, prendendo posto accanto a lui.

Alessandro incuriosito, sciolse in fretta il fiocco e aprì la scatola. Tutto ad un tratto scomparse la sua espressione di felicità.

« Amore mio aspettiamo un bambino! »

Alessandro sentì pronunciare quelle parole con un tono dolcissimo, parole dritte al cuore, ma allo stesso tempo, lo lasciarono senza parole.

« Non sei felice?» certa dei loro sentimenti, non l’aveva mai sfiorata l’idea che Alessandro potesse reagire male a quella notizia. In quel momento si trovò per la prima volta ad avere dei dubbi nei suoi confronti.

« Amore avremo un bambino!» invocava disperatamente una reazione di fronte al suo atteggiamento impassibile.

« Tesoro ascolta io ti amo,..ma non sono ancora pronto.. per affrontare un passo del genere!»

Carlotta scoppiò inevitabilmente a piangere.

« Cosa vuoi dire?»

« ma niente, solo che non abbiamo mai parlato di bambini! pensavo che anche tu non nè volessi!»

« io cosa? cosa te l’ha fatto pensare? quale donna non vorrebbe un figlio dall’uomo che ama?»

« Carlotta io volevo solo..»

« Cosa!!! cosa vuoi? vai via da me! chi non vuole il mio bambino non vuole nemmeno me!»

« Non dire cose di cui poi potresti pentirti di aver detto!»

« Io non ho detto nulla di cui mi debba pentire! l’hai fatto tu!»

Alessandro si avvicinò cercando di abbracciarla per calmare la sua collera.

« Non toccarmi! non voglio più vederti!» Lo spinse verso l’uscita e lo cacciò, chiudendosi la porta alle spalle.

All’improvviso si sentì catapultata in un incubo: quello che reputava il migliore degli uomini, la persona che avrebbe avuto cura di lei e per il quale avrebbe sacrificato anche se stessa, si era trasformato in una bestia senza cuore. Si trovava di fronte ad un estraneo. Poco dopo sentì dei rumori provenire dalla porta, s’illuse che fosse Alessandro, ma vide comparire Sofia.

« Ohi, sono a casa! voglio sapere tutto!» Sofia rimase ferma con le buste della spesa in mano, quando vide il volto dell’amica segnato dalle lacrime.

« Stai male? Carlotta? non ti senti bene?» Temendo che fosse successo qualcosa al bambino, si avvicinò cercando di soccorrere l’amica che scoppiò in lacrime tra le sue braccia.

« Non ci vuole!»

« Cosa?»

« Non vuole il mio bambino!» Sofia si trovò di fronte all’ennesimo disastro causato da un uomo. Gli occhi fragili dell’amica amplificavano il rancore che provava nei confronti del sesso maschile.

« Lui non vi vuole? vuoi dire che ti ha chiesto di..?»

Carlotta assentì e il solo ricordo di quell’istante le fece ricomparire gocce di pianto sul viso.

« Carlotta tu non lo farai vero?»

« No! io voglio questo bambino!» Non riusciva nemmeno a pensare di poter commettere un gesto del genere. Aveva amato Alessandro dal primo momento, così come quella creatura che stava crescendo dentro di lei. Privarsi di quella possibilità voluta dal cielo, significava distruggere la parte migliore di lei.

« Sono fiera di te! ci prenderemo cura di questo piccino e non gli faremo mancare nulla! io ti sarò vicina.»

Era diventata la guru di molte donne in difficoltà, ormai non poteva più tollerare che una donna si lasciasse annientare dai capricci di un uomo. Carlotta accennò un lieve sorriso e l’abbracciò.

« Fino a poco fa, avrei voluto scappare in un posto lontano, ma ora che ci sei tu, amica mia non mi sento più sola! »

« Non lo sei! c’è anche il nuovo arrivato! » disse Sofia accarezzandole la pancia, « avrei voluto aspettare ancora qualche giorno per darti il mio regalo di Natale, ma credo che le circostanze abbiano sollecitato la sua consegna! aspettami un attimo!»

Corse nella sua camera per ritornare con un pacchetto incartato con le tipiche stampe natalizie.

« Questo è il mio regalo per te!»

« Sofi grazie, ma se vuoi posso aspettare la vigilia per aprirlo!»

« Insisto, aprilo!» Carlotta lo aprì e vide all’interno dei bigliettini sparsi, su ognuno c’era scritta una capitale Europea.

« Non capisco Sofi!?»

« Pesca uno di quei biglietti e dallo a me!»

« Cos’è un gioco di prestigio?» disse Carlotta, mentre seguiva le istruzioni. Sofia prese il biglietto scelto e disse:

« Berlino! partiremo per Berlino! Mi sono accordata con l’agenzia di viaggio, dobbiamo solo scegliere le date!»

« Sofia è un regalo bellissimo! ma non posso accettare! »

« Carlotta non accetto scuse! noi abbiamo bisogno di questo viaggio!»

« Ti costerebbe troppo ed io non posso permetterlo!»

« Hai ragione, prima non potevo, ma ho un’altra notizia da darti! la mia rubrica è capitata sotto l’occhio di un importante emittente radiofonica e indovina chi vogliono che conduca una loro trasmissione?»

« Te? oh, mio Dio! è meraviglioso! dopo tutto questo non riesco a crederci! »

« Invece è tutto vero! ascolta l’unica esitazione che accetterò sarà quella del tuo medico. Se lui ci permetterà di partire, lo faremo! »

« Ah, Sofia! sono tanto felice per te!» si strinsero forte in un abbraccio di solidarietà.

Nell’ultimo anno Sofia aveva affrontato delle grandi sfide con se stessa che la condussero però al conseguimento dei suoi obiettivi professionali. Carlotta, invece, ha sempre saputo ciò che voleva dalla vita.

Le sue aspirazioni hanno sempre avuto un sapore dolce: fin da piccola si divertiva a regalare dei deliziosi pasticcini e da grande non ha saputo resistere alla tentazione di farlo diventare il suo lavoro. Inconsapevoli della loro grande forza si ritrovarono ad affrontare le conseguenze di un amore sbagliato, ma la loro all’alleanza fu fondamentale per superare questo grande dolore.

« Sofi! partiamo al più presto!»

Carlotta sapeva che la cura migliore in quel momento era quella di allontanarsi da quei posti che avrebbero messo a dura prova il suo cuore.

« Domani ti va di accompagnarmi dal medico?»

« Ma certo! non mi perderei per niente al mondo quest’esperienza!»

Quanto avrebbe voluto sentirsi rispondere queste parole da Alessandro. Travolta da un uragano di emozioni, Carlotta decise di far prevalere la felicità per ciò che avrebbe ricevuto dalla vita, piuttosto che per quello che stava per perdere.  

 

CAPITOLO XXX

 

Non lasciarsi influenzare dai ritmi frenetici di una città in continua evoluzione come Berlino, fu inevitabile per Sofia e Carlotta. Sfidarono le temperature rigide di quei giorni per visitare quello che appariva come il Paese dei balocchi.

” Scrivo davanti ad una finestra che da su un cortile completamente ricoperto dalla neve. Qui è impossibile non sentire la magia del Natale. Berlino in questo periodo è abbellita da illuminazioni speciali lungo i grandi viali e le celebri piazze con i mercatini tradizionali. Passeggiando in Gerdarmenmarket  si respira lo spirito Natalizio tra i classici profumi speziati, sorseggiando il vin brulè per riscaldarci tra i piccoli chalet di legno.”

« Sofia ti ho beccata! avevamo detto niente lavoro!>

Carlotta era appena uscita dalla doccia in accappatoio e la cuffia in testa, cominciò a gesticolare nei confronti di Sofia che cercava disperatamente qualche altro minuto per finire la sua nota.

« ok!ok! mi hai convinta! lascio tutto!»

« Ecco brava! vai a fare la doccia! io intanto mi vesto!»

Carlotta cominciò a prepararsi. Odiava avere freddo per cui si coprì di mille strati di lana, cominciando ad assumere le sembianze dell’omino Michelin. Davanti allo specchio immaginava a come sarebbe cambiato il suo corpo se quello che le era capitato pochi giorni prima non si fosse rivelato solo un falso allarme. Non era ancora arrivato il momento di diventare madre, ma fu il motivo giusto per porre fine alla sua storia con Alessandro. Un probabile segno del destino li voleva lontani l’uno dall’altra.

« Ehi! che cos’è quell’espressione? avevamo detto anche niente ricordi!» Sofia comparve sulla porta.

« Sì! ma non è facile! anche se siamo qui, i ricordi non vanno in vacanza!» Sofia comprese quel velo di tristezza che spesso aveva notato nello sguardo silenzioso dell’amica.

« Non né abbiamo mai parlato, ti va di farlo ora?»

« Cos’altro c’è da dire Sofi? per sfogarmi come vorrei, dovrei avergli dovuto rompere tutti i denti che sfoggia manco fosse un premio nobel! anzi ti offro un’idea per il tuo blog, “offresi corsi di autodifesa sentimentali! una sorta di programma di addestramento!»

« Sai che non è certo questo il modo per stare meglio!? la cosa più giusta da fare per te stessa è quella di ricostruire la tua pace interiore. Devi riprendere la strada verso la felicità e non è detto che possa esserci solo se hai accanto un uomo, diciamo che è solo un optional per rendere il puzzle completo, ma dev’essere il pezzo giusto,..»

« Sennò è solo un gran pezzo di menta!» disse ironicamente.

« Ah, ora sì che riconosco l’animo per continuare la nostra vacanza! fammi imbottire come si deve, così scendiamo!»

Ormai era trascorsa già una settimana da quando erano a Berlino. Avevano scelto di sistemarsi in un appartamento nei pressi di Check Point Charlie, con lo scopo di integrarsi meglio alla città.

« Allora oggi solo relax!» disse Carlotta mentre erano in strada.

« Promesso! » Sofia acconsentì, cercando di contenere la voglia di perlustrare ogni punto della capitale tedesca. In quel momento le passò accanto un bel ragazzo biondo dagli occhi chiari.

« Hai notato quanto siano carini questi tedeschi?»

« Sì! ho notato pure che l’approccio  con le donne è molto diverso da quello a cui noi  siamo abituate!»

« E’ vero! ad esempio: guarda quella ragazza..» indicò con discrezione una ragazza molto bella.

« Dalle nostre parti, una come quella non la lascerebbero passeggiare indisturbata, un italiano vedendola come minimo ricorerebbe al classico repertorio della posteggia!»

« Hai ragione! in questo momento della mia vita sarebbe il posto ideale per stare lontana dagli uomini, forse dovrei valutare l’idea di stabilirmi per sempre qui!» disse Carlotta ironizzando la sua visione degli uomini dopo essere giunta ad averne la nausea.

« Ah,ah,ah! SCORDATELO! dopo domani tu tornerai con me a condividere questa battaglia con l’altro sesso!»

« Già, prima o poi dovremmo tornare alla realtà..» Ascoltando quelle parole Sofia sentì tornare il pensiero di Alessandro nella mente di Carlotta. Cominciò a guardarsi intorno in cerca di un pretesto per distrarla.

« Entriamo qui!»

« Un supermercato?!»

« Sì! dai curiosiamo un po’!» Sofia entrò all’interno e l’amica la seguì.

« Che dici se stasera ci cuciniamo una bella cenetta? invece di mangiare fuori?»

Sofia continuò la sua missione cercando di toccare i punti deboli della sua migliore compagna di avventura che non si rifiuterebbe mai di sperimentare prodotti locali per mettere alla prova la sua passione per la cucina.

« Sì! diamo un’occhiata in giro! anche se ho già qualche idea!»

L’espressione rallegrata di Carlotta, consolò Sofia che si mise alla ricerca degli ingredienti che le venivano richiesti.

« Vorrei prendere una scorta di wurstel, chissà se sono così buoni come quelli che abbiamo mangiato ai mercatini ieri? cerchiamo il banco frigo!»

Sofia con aria smarrita, diede un’occhiata in giro e disse « che dici, sulla cartina sarà indicato?» poi divertita, girando l’angolo, lo intravide in fondo.

« Carlotta ! vieni! l’ho trovato!»

Carlotta la raggiunse, ma si bloccò quando vide lo sguardo dell’amica.

« Tutto bene?> Sofia non le rispose, ma le bastò seguire il suo sguardo per comprendere quella reazione improvvisa.

« Vedi anche tu quello che vedo io?»

Carlotta la prese per un braccio e la trascinò verso l’uscita, ma finirono per scontrarsi con un dipendente intento nella disposizione di prodotti sugli scaffali. Lo scontro non passo inosservato ad un uomo dalla barba incolta e una donna dai tratti tipici del Nord, cercarono di raggiungerle, ma dei dipendenti del supermercato li fermarono, intimoriti dal confusione creata.

La donna che lo accompagnava lo raggiunse e disse:

« Nico! era lei?»

« Sì! era Sofia.»

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