CAPITOLO XXVI

« Tutto cominciò da una scommessa per tremila euro. Tu e e la tua amica eravate nella sale attrezzi. Io ero con Andrea e quel suo collega, Gaetano».

Carlotta capì subito di chi stesse parlando, quello stesso Gaetano che per un intero appuntamento chiamò Gennaro, la prima e l’ultima volta che lo vide.

« Fu proprio lui che cominciò a parlare di voi, diceva che uscì con te,ma con voi era tutto tempo perso, non riuscì a ricavarne nemmeno un bacio. Andrea colse l’occasione per vantarsi del fatto che, invece, Sofia pendeva dalle sue labbra e non perse l’occasione per sfidare Gaetano dicendogli che lui sarebbe riuscito a portarsela a letto. Qualche giorno dopo mi telefonò per propormi un affare. Si trattava di rubare la borsa di Sofia per mille euro. Sapeva che all’interno c’era il suo pc, immagino che volesse usarlo per prendere informazioni, ingannarla e vincere la scommessa fatta con Gaetano. Presi la borsa quando le ragazze uscirono dallo spogliatoio e la nascosi in un angolo del nostro, ma dopo non la trovai più! era scomparsa! ricomparve il giorno dopo, quando vidi il ragazzo di Sofia che la ripose nello stesso posto dove l’avevo lasciata io.»

« Cosa? ma chi Nicolò?»

« Sì! quel ragazzo che stava con te il giorno che mi scopriste!»

Alessandro guardò Carlotta impallidito. Non volle aggiungere altro per non complicare la situazione. Temeva di poter mettere ancora più in difficoltà la posizione di Nicolò. Prese un biglietto da visita e raccomandò Tony di presentarsi al suo studio, dove gli avrebbe fatto trovare un assegno.

« Ale ma che ci faceva Nicolò con la borsa di Sofia?»

« Non lo so, dobbiamo chiederlo a lui. Ci parlerò io, ok?»

Carlotta annuì e insieme lasciarono la palestra. Era evidente che non erano gli unici a tramare complotti.

CAPITOLO XXVII

” Le dirò tutto!non posso più aspettare” Seduto ad un tavolino del dolce,amore e fantasia, nell’attesa che comparisse Sofia, Nicolò guardava fuori alla vetrina. Non riusciva più a sopportare il peso di quel segreto che in qualche modo aveva favorito la loro storia, ma al contempo avrebbe potuto separarli per sempre. Il suono del telefono lo distolse dai suoi pensieri.

« Sei la più grande delusione della mia vita!»

Con quell’inaspettato messaggio, l’angoscia che lo inquietava, raggiunse il culmine. Lasciò la pasticceria e si precipitò a casa di Sofia che continuava a ignorare le sue telefonate. Temeva che per indurre Sofia ad inviare un messaggio del genere, qualcuno l’avesse potuto precedere. Decise di telefonare Alessandro, poteva contare solo sul suo aiuto.

« Ale sei in casa?»

« Sì! Nico!»

« Ti prego apri! ho fatto un casino!»

Salì le scale velocemente, arrivando quasi senza respiro davanti alla porta dove l’aspettava l’amico.

« Che ti sta succedendo Nico!? non ti riconosco più!»

« Ale ti giuro che ti spiegherò tutto! ma ora devo pensare a Sofia, non riesco a parlarle!»

« Entra, ma calmati!» Appena entrato, Nicolò cercò di raggiungere il terrazzo, inseguito da Alessandro.

« Nico fermati! che vuoi fare?»

« Devo parlare con Sofia! non vuole vedermi più!»

Alessandro cercò di trattenerlo, afferrandolo per un braccio.

« Nico! Tony ti ha visto mettere la borsa di Sofia negli spogliatoi..»

Nicolò ebbe la conferma alle sue paure, Sofia sapeva tutto. Riuscì a liberarsi e raggiunse il terrazzo. La finestra era aperta. Urlò a squarciagola il nome di Sofia, sperando che gli lasciasse una possibilità. Vide uscire Carlotta disperata.

« Nico! stai dando spettacolo! Ale riportalo dentro!»

« Carlotta! lasciami entrare! non volevo farle del male»

« Nico diamole del tempo! entra e parliamo! vieni dentro!>

Controvoglia si fece convincere dall’amico.

« Devi calmarti, non hai idea in che guaio ti possa trovare se questa storia viene fuori!»

« Ale credimi! io mi ci sono trovato senza volerlo! ma oggi giuro che volevo dirle tutta la verità! volevo farlo dal principio, ma ogni volta che mi promettevo di farlo, rimandavo sempre al domani per il timore di poterla perdere. »

Vederlo in quello stato spezzavo il cuore di Alessandro che negli ultimi tempi gli era stato costantemente vicino come un fratello.

« Nico avevo detto a Carlotta di non dirle niente. Volevo risolvere la cosa per prima insieme a te, ma credo che non sia riuscita a mantenere la promessa».

« La colpa è tutta mia! » Nicolò raccontò tutta la verità all’amico e quando Alessandro svelò il complotto di Andrea, si rese conto di come potesse stare Sofia dopo tutto questo. Comprese che non gli rimaneva molto da fare se non aspettare.

« Nico sarà meglio che tu torni a casa. Ti accompagno io, sarà meglio che stasera rimanga con te!»

« Ale non mi farà male restare solo. Stai tranquillo! non farò altre pazzie. Fai le mie scuse a Carlotta e se servisse a qualcosa anche a Sofia. Ti chiamo domani.»

Nicolò lasciò la casa dell’amico e ritornò verso la pasticceria dove aveva lasciato la moto. Parlare con Alessandro gli aveva dato modo di capire ciò che realmente gli stesse succedendo. In quel momento non poteva essere l’uomo che Sofia meritava, ma decise che avrebbe fatto anche l’impossibile per diventarlo. Tornò a casa e decise di riorganizzare la sua vita, a partire da dove tutto ebbe inizio.

« Pronto papà..»

CAPITOLO XXVIII

« Mi prometti che per qualsiasi cosa mi chiami? >

« Carlotta è passata solo una settimana da quando siete partiti e sei già a quota 30 telefonate! non ti sembra di esagerare? Vorrei rilassarmi e ti prego! fallo anche tu! Alessandro finirà per odiarmi! >

« No, no! noi ti adoriamo! e non sarai mai sola! noi ci prenderemo cura di te per sempre!>

« Comincia a suonarmi come una minaccia! dai, mi conosci! sai che ho bisogno di stare un pò da sola per ritornare più forte di prima! Ci sentiamo domani sera, capito? per oggi cinque telefonate possono bastarmi!>

Sofia ironizzava sullo stato apprensivo che fin dalla partenza aveva colpito la sua amica Carlotta, andata via con un evidente senso di colpa per quel viaggio programmato insieme al quale per ovvie ragioni lei aveva dovuto rinunciare, dato che unirsi ai due amici sarebbe stato come mettere il dito nella piaga.

Quel viaggio l’aveva immaginato assieme a Nicolò e sarebbe stato una tortura viverlo senza di lui. Per cui decise di trascorrere le sue vacanze a casa. Era già passata una settimana, nella quale trascorse il giorno a trovare sfogo nella scrittura e la notte ad addormentarsi sfinita dalle lacrime. Una mattina s’intravide davanti allo specchio del bagno, più che il suo aspetto trascurato, fu il suo sguardo a preoccuparla. Poteva vedere il dolore di tutto il male ricevuto nei suoi occhi tristi e ormai esausti.

“Ci sarà mai limite alle lacrime?”

Entrò nella sua camera. Voleva impiegare il resto della settimana a rinnovarne il look, riverniciando le pareti e cambiando l’arredamento. Mentre svuotava l’armadio gli cadde uno scatolo dalle mani, rovesciando tutto il contenuto. Vide una piramide di vecchi diari sul pavimento. Incuriosita non riuscì a trattenere la voglia di aprirne qualcuno. Cominciò a leggere le pagine della sua vita, risalenti a quando aveva 18 anni. Si rese conto di avere una ricca collezione di fallimenti sentimentali alle spalle.

“Alcuni uomini capitano per sfortuna, altri perché a volerli sei proprio tu!”

Avere il coraggio di dar fiducia all’amore non è semplice, soprattutto dopo una serie di appuntamenti con delle fotocopie di uomini, il cui scopo principale era quello di portarti a letto. Ripercorrere quelle storie, la fece riflettere sui suoi errori. La confortava la consapevolezza di vivere in un’epoca in cui “l’uomo bastardo” era molto diffuso, per cui non era la sola ad esserne stata vittima. Così arrivò ad una conclusione:

“Ci vorrebbe un supereroe per vendicare tutte le donne con il cuore spezzato ed io mi candiderei molto volentieri! sarei perfetta come wonder Sofia!”

Corse alla scrivania e accese il PC. Fece una breve ricerca per raccogliere informazioni su come creare un blog e nel giro di poche ore diede vita ad una rubrica tutta al femminile per sostenere coloro che sono in difficoltà sentimentale, ma soprattutto per colmare tutte le insicurezze delle donne. Lo chiamò “Carissima me,..la forza delle donne” e incominciò a scrivere i primi articoli basandosi sulle sue esperienze.

In seguito, fece in modo che il blog girasse sui vari social network, guadagnandosi in pochi mesi molti la fiducia di molte donne che quotidianamente la contattavano per chiederle consigli sulla loro vita, non solo sentimentale.

Quando Carlotta e Alessandro tornarono, la videro talmente presa da questa iniziativa, da pensare che ormai avesse superato tutto. Fu talmente presa da quest’avventura da non pensare più al dolore che le aveva procurato Nicolò, anche se il suo orgoglio non le permetteva di ammetterlo, spesso pensava a lui.

Dopo quella sceneggiata si sarebbe aspettata un minimo di insistenza, ma era evidente che non teneva a lei come aveva lasciato farle credere.

Annunci