CAPITOLO XIX

« Non avrei mai permesso che al nostro primo appuntamento non restassimo soli!»

La voce di Alessandro confortava quella di Carlotta, mentre la stringeva tra le sue braccia, seduti sulla panchina del parco.

« Ti confesso che quando mi hai chiesto aiuto per Nicolò, ho temuto che fosse una scusa per non stare solo con me..»

Alessandro le prese il viso con le mani in modo che potesse guardarlo negli occhi e le disse dolcemente « giuro che non mi è mai passata per la testa un’assurdità del genere! sai che un giorno rimpiangerai queste parole? perché da questo momento ti vorrò solo e soltanto per me! »

Le mani di lei raggiunsero quelle del suo innamorato per rassicurarlo con un grande sorriso.

« Ti credo! anzi hai fatto benissimo ad intervenire. Voglio molto bene a Sofia, evitare che un tipo come Andrea si potesse prendere gioco dei suoi sentimenti è importantissimo per me, poi mi hai parlato così bene di Nicolò, come posso non fare il tifo per lui!»

« Nico è un bravo ragazzo. Mi dicesti che anche lei ha vissuto un periodo molto doloroso dopo la morte di suo padre..»

« Sì! era molto piccola quando successe, ma credo che abbiano avuto lo stesso percorso per ricostruire il proprio equilibrio. Sofia mi rivelò che visse un lungo periodo di solitudine con se stessa, dal quale ha potuto trarre la maturità per affrontare quella perdita, anzi molto spesso mi dice che nei momenti più difficili, restare soli a volte è la soluzione più efficace per risolvere dei problemi interiori.»

« Ora capisco perché la stimi tanto. E’ una bella persona.»

« Si! lo è!» Carlotta lo guardava con il timore di continuare a parlare per esprimere tutto ciò che gli passava per la testa in quel momento, si fece, comunque, persuadere da quel desiderio e riprese il discorso.

« A proposito di belle persone. Visto che siamo entrati in questo argomento, sai che tu sei stato una bella sorpresa? sei noto a tutti come il classico Don Giovanni e invece non solo dimostri di avere cuore, ma con me sei tutto il contrario di ciò che pensavo fossi con una donna.»

« Ora che mi ci fai riflettere, credo che l’errore commesso dalle donne che ho conosciuto in passato sia stato proprio quello di avvicinarsi a me credendo che fossi così, plasmandosi completamente all’uomo cosiddetto”bastardo” che loro pensavano fossi!»

Si fermò per un istante a guardarla. Aveva dei capelli nerissimi di una radianza luminosa, spinti da quel lieve vento che profumava d’estate. Il vestito bianco che aderiva perfettamente al corpo risaltava il colore dell’abbronzatura. Nessuna delle donne che aveva avuto, poteva minimamente reggere il paragone con la bellezza che traspariva dalla purezza del suo animo.

« Con te mi sembra di essere in un altro mondo in tutti i sensi! tutto ciò che ci circonda quando siamo insieme non esiste! sei una persona che fa la differenza!»

Sentire quelle parole da un uomo colmò di gioia Carlotta che non riuscì a frenare la voglia di abbracciarlo e quando le loro labbra si trovarono vicine, si unirono inevitabilmente.

Il potere di quel lungo bacio li condusse in un luogo dove tutto assunse un suono lontano. C’erano solo il rumore del battito dei loro cuori. Rimasero ancora per qualche istante abbracciati senza dire una parola. Fino a quando videro passargli avanti la moto di Nicolò con Sofia.

Sciolsero quel dolcissimo abbraccio e balzarono in piedi presi dalla curiosità di scoprire l’esito del loro complotto.

« Eccoli! Ci siamo riusciti!» Alessandro l’abbracciò felice, « siamo una coppia imbattibile!»

Carlotta credeva di vivere in un sogno: vedere i suoi desideri trasformarsi in realtà non le pareva vero, ma sentire le parole “siamo una coppia”, la poneva in uno stato di tripudio.

I due complici si avviarono verso casa.

« Fermo! fermo!» Carlotta frenò di soprassalto Alessandro.

« Forse dovremmo lasciare che finiscano la serata senza il nostro intervento!»

« Hai ragione..»

Proprio quando cercarono di nascondersi Sofia si accorse della loro presenza.

« Nico ma quelli non sono..?»

Carlotta appena sentì la voce della sua amica chiamare il suo nome, si fece avanti con Alessandro per raggiungerli.

« Com’è andato il ricevimento?» chiese Sofia.

« Tutto bene! ho risolto tutto!» rispose Carlotta, interpretando la parte come una vera attrice da premio Oscar,«spero di non avervi rovinato la serata!»

« Ragazzi non avrei mai immaginato un appuntamento meglio di quello organizzato da Nicolò!»

Alessandro guardò compiaciuto Carlotta e disse « mi accompagni a prendere i cornetti? »

Carlotta lo seguì, contenta che la proposta di Alessandro avrebbe dato opportunità ad entrambi di concludere l’appuntamento da soli.

« Nico grazie per la splendida serata!> disse Sofia avvicinandosi per salutarlo.

« Grazie a te! ti accompagno alla porta!» Sofia non riusciva  a credere alle sue orecchie, “un uomo che chiede di accompagnarmi?”.

Intanto Carlotta e Alessandro uscirono dal bar con un pacchetto di cornetti fumanti  in mano e sulla porta s’imbatterono con l’unica persona che non avrebbero mai voluto incontrare quella sera.

 « Andrea! Ciao!» disse Carlotta, cercando di nascondere l’imbarazzo per aver tramato contro di lui.

« Buonasera!» Andrea la sorrise, incontrando lo sguardo di Alessandro con aria di sfida.

Lasciarono il bar, mentre Andrea li guardava andare via.

« Pensi che li abbia visti?> chiese Carlotta intimorita.

« Non lo so, ma qualunque cosa gli passi per la testa, stavolta non gliela farò passare liscia!»

Proprio in quel momento vide uscire dal portone Nicolò.

« Ragazzi! vi devo ringraziare! era tanto tempo che non trascorrevo una serata così!»

« Mi fa piacere che siate stati bene!» rispose soddisfatto Alessandro.

« Vado! noi ci sentiamo domani!»

« Ok! buonanotte!»

« Notte ragazzi!» diede un bacio sulla guancia a Carlotta e andò via.

« Sembra cammini 3 metri sopra il cielo!» disse Carlotta sempre più compiaciuta.

Alessandro la rispose con un sorriso e abbracciandola le disse < piccola stasera ti lascio andare a casa, ma non ti assicuro che le prossime volte ti riuscirai a liberare di me! sento che mi manca qualcosa di veramente importante quando non ci sei!»

« Riesci sempre ad emozionarmi! non sai quanto sia bello per me sentirti dire queste parole!»

Un altro bacio amplificò l’effetto che li attraeva l’uno all’altro.

« Questi sono per voi!» disse questo e le diede il pacchetto dei cornetti.

« Perché non sali? li mangiamo insieme!»

« Ti accompagno alla porta molto volentieri, così ne approfitto per rubarmi ancora qualche bacio! ma torno a casa mia, sennò sarà difficile lasciarti dormire stanotte!»

Sparirono dietro il portone. Il viaggio nell’ascensore fu accompagnato da un altro lungo bacio. Travolti da un connubio di emozioni non si distaccarono fino a quando, giunti al piano di Carlotta, terminò quella sensazione di sospensione nell’aria che l’ascensore contribuì a dare, insieme all’unione delle loro labbra.

« Buonanotte Ale!»

« Notte Carlotta!»

 

CAPITOLO XX

 

“Raggi di sole entravano dalla finestra del castello facendo luce sulla principessa Sofia. Un profumo di primavera riempiva l’aria. Un canto di uccellini la svegliò dolcemente e Sofia aprì gli occhi ad un nuovo giorno della sua regale vita, quando ad un tratto udì una voce..: svegliaaaa!!!” La voce in questione era quella di Carlotta, aprì gli occhi e si rese conto di aver fatto ancora lo stesso sogno, visto che fuori pioveva e l’unico canto che sentiva era quello del venditore ambulante di cd, un suono per niente dolce!

« E’ arrivata una cosa per te!»

« Per me? Cosa?» rispose Sofia, assonnata e sorpresa.

« Vieni subito in cucina!» disse Carlotta con un sorriso colmo di felicità.

Si alzò e uscendo dalla sua camera, vide un cameriere che finiva di apparecchiare la tavola. Vassoi di cornetti e ciambelle, una scatola di coloratissimi macarons, muffin al cioccolato e degli schiumosi cappuccini fumanti.

« É lei la signorina Sofia?» incredula rispose di si.

« Questo è per lei!» le consegnò un biglietto verde e andò via.

« Chiunque sia, domandagli se ha un fratello!» disse Carlotta, mentre Sofia apriva il biglietto. Lo lesse e alzò lo sguardo di fronte a quel delizioso buffet.

« Cosa c’è!» chiese Carlotta.

« C’è scritto solo: buongiorno principessa

Carlotta si avvicinò all’amica che restava inerte con il biglietto in mano.

« Deve conoscerti bene, se sa anche il tuo colore preferito!»

« già..» rispose Sofia.

« Chiunque sia, ha avuto una gran bella idea, visto che i cornetti di Ale li abbiamo già fatti fuori stanotte! con tutte queste prelibatezze abbiamo la colazione offerta per l’intera settimana! da dove vogliamo cominciare?» disse Carlotta, pericolosamente titubante su cosa prendere per riempire il suo piatto.

« Serviti pure! io sono già sazia solo a guardare questo buffet delle meraviglie!»

« Non mi dire che non hai appetito?»

« Magari vado a fare una doccia prima! ma tu comincia pure!»

« Se proprio insisti..» mentre Carlotta prese d’assalto la tavola imbandita, Sofia si concesse una doccia per riprendersi da quel kaos di belle emozioni inaspettate, ma inevitabilmente lasciò che un cattivo pensiero le occupasse la mente.

” ma cosa mi succede? Sono la destinataria di un gesto così adorabile e non riesco a godermelo? il mio solito senso di colpa! sono diventata una malafemmina: non ho idea di chi dei due uomini che frequento sia l’artefice di questa straordinaria sorpresa!

S’identificò negli uomini frequentati nel passato. In quelle persone superficiali che più volte le hanno fatto perdere la fiducia nell’esistenza dell’amore vero. Tutto ebbe inizio con la sua prima storia importante: aveva 18 anni quando iniziò a creare un mondo fatto solo di quel suo primo uomo, ignorando le molteplici realtà offerte dalla vita. L’ingenuità le fece commettere l’errore più grande della sua vita, mettendo da parte se stessa. Dopo sei anni la storia finì per ovvie ragioni: corna!

Il dolore che provò in quel periodo, la ricondusse all’epoca di una grande perdita. Quella dell’unico uomo che fu capace di darle amore autentico: dolce e generoso, simpatico e folle, coraggioso e bello, suo padre. Quando morì, la sua vita cambiò totalmente. Nel pieno dell’adolescenza si trovò ad affrontare il delicato passaggio da bambina a donna parallelamente al dolore per questa grande perdita. Questo tipo di esperienza può finire per migliorarti o peggiorarti. A Sofia riportò una grande forza interiore: maturò quella sofferenza giorno per giorno, traendo tanti insegnamenti. Con quella stessa forza realizzò che anche il più bello amore poteva non essere eterno.

Le delusioni ricevute non riuscirono a farle perdere il coraggio di innamorarsi ancora. La convinzione di essere una persona destinata ad amare le riportò conseguenze positive, ma anche negative. Infatti, aprendo, coraggiosamente, il suo cuore ancora troppo fragile, finì per collezionare una serie di fallimenti sentimentali.

“..è incredibile a quante cose riusciamo a pensare in quel momento che va dalla pipì alla doccia!” pensò Sofia, appena uscita dalla doccia.

Avvolta nell’accappatoio, rimase per qualche secondo davanti allo specchio e notò nei suoi occhi i segni lasciati dagli anni passati. Nutriva il desiderio di rivendicare i momenti persi accanto a persone sbagliate. Frequentare Nicolò e Andrea, contemporaneamente, dimostrava che non lo stava facendo nel modo giusto. Si accorse di aver consentito al passato di cambiare il suo modo di amare. Giunse ad un’unica conclusione.

“Il miglior modo per vendicare un amore che ti ha fatto male è dare ancora più amore a quello che potrò farti bene. Mai lasciare che i segni di ieri, possano interferire con il futuro!”.

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