CAPITOLO XVII

Il cielo aveva un colore particolare quella mattina, era uno di quei giorni in cui ti svegli inconsapevolmente felice. Quel giorno Nicolò aveva più di un motivo per esserlo. Mentre usciva dal’università con mille progetti per la testa, diede uno sguardo al cellulare, si accorse di aver due chiamate perse, suo padre e Alessandro. Non se la sentì di telefonare suo padre, temeva che sarebbe finito per fare programmi sul suo futuro e quello che necessitava adesso era altro, o meglio era Sofia! Proprio in quel momento gli squillò il telefono:

« Alex! 30!» rispose, sicuro che era questo ciò che voleva sentire il suo amico « e parte del merito va anche a te!»

« Mi fa troppo piacere! comunque se non fosse andata bene, avevo già pensato al premio di consolazione,..»

« Sofia?»

« Sì! stasera hai un appuntamento con lei! ». Il viso di Nicolò si riempì di gioia.

« Ci vediamo alle sette e mezza sotto casa mia? »

« ok! sarò puntualissimo!»

Nicolò salutò l’amico e sulla strada di casa ebbe modo di riflettere su come poter sfruttare quella che poteva essere anche la sua ultima opportunità per conquistare il cuore di Sofia.

Pensò alle pagine del diario e fece un identikit del suo uomo ideale. Ciò che lei chiedeva non era così distante dal suo modo di essere, anzi corrispondeva a quello che anche lui cercava in un rapporto: una donna che gli desse quell’overdose d’amore indispensabile per sentirsi completo, con la quale crescere, stimolando gli obiettivi l’uno dell’altra.

Quelle informazioni erano come un’arma a doppio taglio. Era avvantaggiato rispetto al suo rivale Andrea, ma allo stesso tempo questa consapevolezza lo rendeva meno spontaneo.

Accompagnato da queste riflessioni, giunse a casa e crollò sul letto. Erano stati giorni di grande tensione in cui aveva messo in discussione se stesso, riappropriandosi della vita che si era fatto sfuggire dopo il grande dolore per la perdita di sua madre. Sentiva di esser finalmente riuscito a raggiungere la pace dell’anima.

Steso sul letto, con lo sguardo fisso sul soffitto, sentì il corpo rilassarsi lentamente. Chiuse gli occhi e si lasciò addormentare dal pensiero che stasera avrebbe trascorso del tempo con Sofia. Il desiderio fu così intenso da far sì che pochi minuti dopo le apparve in sogno.

Era appena arrivato sotto casa di Sofia. Nell’attesa che scendesse, si accorse che il tempo sembrava passare diversamente. Si scatenò un temporale. Cominciò a piovere sempre più forte, delle persone correvano per ripararsi dall’acqua, un gruppetto di bambini realizzò un pupazzo di neve, poco dopo comparve il sole che sciolse tutto. Venne sera e finalmente si aprì il portone. Sofia uscì bellissima, proprio come nella foto che vide per la prima volta. Con quello stile semplice che si fondeva perfettamente con la sua personalità. Nicolò scese dalla macchina per andarle incontro, ma proprio in quel momento gli passò davanti una macchina guidata da Andrea. Pochi minuti dopo si ritrovò a corrergli dietro gridando a squarciagola il nome della sua principessa! Il suo nemico gli stava portando via la donna dei suoi sogni.

« Sofia! Sofia!» gridò svegliandosi d’improvviso. Aveva ancora un’altra possibilità, mancava un’ora all’appuntamento.

Per riprendersi da quell’incubo, fece una doccia rinfrescante. Quando uscì incominciò a sentirsi già meglio, ormai quel sogno era lontano dalla sua realtà. Davanti all’armadio, non poteva fare a meno di essere influenzato dai gusti di Sofia e s’interrogò su cosa mettere. “a lei piacciono gli uomini in camicia, a me piace vestire sportivo!”. Per accontentare entrambi, scelse una morbida camicia di lino bianca lievemente aderente e un jeans. Lasciò un filo di barba e i capelli leggermente spettinati. Una spruzzatina di “Acqua di sale” e uscì di casa per andare all’appuntamento.

 

CAPITOLO XVIII

« Allora è tutto sotto controllo?»

« Tranquillo! » disse Carlotta, appoggiando le mani sul petto di Alessandro.

« Ehi, disturbo?» si girarono entrambi e videro Sofia avvicinarsi.

« Assolutamente no! stiamo aspettando l’amico di Ale!» Sofia sorrise mentre li osservava, cercavano di tenere a bada quell’effetto calamitoso che li attirava l’uno all’altra. Le sembrava di assistere al lieto fine di un film romantico.

Improvvisamente, Carlotta e Alessandro videro cambiare l’espressione di Sofia.

« Non giratevi! c’è il ragazzo a cui ho rovinato le scarpe alla tua festa!»

Le sembrava di avere visto quel ragazzo della sera prima. I due si scambiarono uno sguardo d’intesa e le tennero il gioco.

« Ragazzi, sono in ritardo?» Alessandro si sentì la mano di Nicolò sulla spalle e girò la testa.

« No, no! facevamo due chiacchiere! ti presento la mia Carlotta e la sua amica Sofia! ma penso vi conosciate già..»

Nicolò strinse la mano alla prima e poi tenne stretta per qualche istante in più quella di Sofia, scambiandole un sorriso.

« Ciao! sono Nicolò! »

Sofia si sentì sollevata di non essere vittima dei classici appuntamenti al buio, in cui ti trovi a sopportare per un’intera serata lo sfigato di turno.

« Io sono sempre quella che ti deve un paio di scarpe nuove!»

« Per fortuna che ho avuto modo d’incontrarti di nuovo! dobbiamo recuperare un drink!»

Presero posto al ” sotto casa”per fare un aperitivo. Sofia e Nicolò cominciarono ad ordinare  e mentre Alessandro si allontanò per andare in bagno, Carlotta sentì squillare il cellulare  .

Rispose e cominciò ad agitarsi.

« Non ci posso credere! ma com’è potuto succedere? arrivo subito!»

Quando Alessandro li raggiunse poco dopo, vide Carlotta alzarsi.

« Che succede?»

« Hanno fatto cadere la torta di un matrimonio ad un’ora prima del taglio, devo andare lì!»

«Ti accompagno!» disse Alessandro.

« Ragazzi, ci sentiamo dopo!» continuò ad assicurarli Carlotta.

Sofia e Nicolò non ebbero il tempo di rispondere e finirono per trovarsi l’uno di fronte all’altra, presi dal silenzio dell’imbarazzo.

« Non so te, ma io al Martini non so dire mai di no!» intervenne Sofia con tutte le intenzioni di mettere a suo agio Nicolò.

“Altro che Martini! io solo ad una donna come te non saprei dire di no!” si limitò a pensarlo, ma Nico lo avrebbe detto molto volentieri.

 « Deduco che sia il tuo preferito?»

 « Si! lo trovo chic e senza impegno!»

La costante presenza del sorriso sul volto di Sofia, trasmetteva a Nicolò lasciava intendere a Nicolò che fosse un aspetto principale del suo carattere. Anche se lui sperava fosse, soprattutto, una dimostrazione di felicità per essere in sua compagnia.

« Sofia prima di continuare questa conoscenza,..sento il dovere di..» mentre Nicolò cercò di farsi coraggio per parlare, suonò il telefono di Sofia.

 « Scusami!» guardò il display del cell < è Carlotta!.. pronto!..si! va bene! nono! non preoccuparti!..ok! a più tardi!»

Sofia terminò la telefonata e si rivolse a Nicolò « pare che la situazione sia più complicata di quanto si temesse , non possono raggiungerci»

Nicolò era davvero dispiaciuto. Decise di rimandare la confessione ad un altro momento. Facendolo adesso, avrebbe potuto correre il rischio di spaventarla. Prima doveva farsi conoscere per com’era veramente e non per una ladro stalker. Chiamò il cameriere e pagò il conto.

« Sofia immagino che sia imbarazzante come circostanza, se vuoi tornare a casa potrei capirlo, ma ti confesso che oggi è un giorno speciale per me e non vorrei finire per festeggiarlo da solo. Ti piacerebbe farmi compagnia a cena comunque?»

« Beh, come potrei rifiutare! e poi ad essere sincera a me non piace mangiare da sola!..sì! dai! accetto molto volentieri!.. una sola curiosità: cosa festeggiamo?»

« Dopo una lunga pausa di riflessione, stamattina ho fatto l’ultimo esame all’università!» rispose orgoglioso Nicolò, anche se avrebbe voluto aggiungere anche “lei” tra i motivi validi per festeggiare.

« Davvero? complimenti! e in che cosa ti stai per laureare?»

« Ingegneria»

Uscirono dal bar e si avvicinarono alla moto di Nicolò.

« Sono in moto! spero non ti dispiaccia..»

« Solo se non hai un casco per me!»

« Assolutamente!» rispose Nicolò mentre le mise il casco e si assicurò che fosse abbottonato bene.

Sofia si lasciò coccolare da quel gesto e per un attimo s’incontrarono occhi negli occhi, ma presi dall’imbarazzo distolsero i loro sguardi altrove.

La moto partì e prese lentamente velocità. Nicolò le prese una mano, dicendole « se mi stringi, non penserò che ci stai provando!»

Sofia sorrise e si strinse forte a lui. Cominciò ad avere di nuovo quella sensazione di prima. Le piaceva che un uomo avesse cura di lei, solitamente gli uomini con cui era abituata ad uscire non avevano tutta questa premura nei suoi confronti.

Andarono fuori città, dirigendosi verso la costa. Le luci del tramonto sul mare davano a quella passeggiata un’atmosfera incantevole. La vicinanza al corpo di Nicolò, le consentiva di percepire la scia del suo profumo, un’essenza molto intensa.

Dal litorale entrarono in un piccolo paesino di pescatori con una grande cupola che spiccava tra le piccole case l’una vicina all’altra. Nicolò parcheggiò la moto verso la spiaggetta con le barche dei pescatori e un grande faro.

« Tutto bene?» disse Nicolò.

« Benissimo!»

« Sei mai stata qui?» chiese Nicolò mentre Sofia ammirava incuriosita la bellezza del paesaggio.

« Ha una vaga somiglianza con un posto in cui passavo le estati da piccola!»

« Davvero? che coincidenza! anch’io!..»

Rimasero per un attimo in silenzio a guardarsi, poi Nicolò disse « vieni! ti presento un amico!»

Entrarono in una piccola osteria con alle finestre gli oblò delle navi, quadri con i nodi marinareschi alle pareti e un paio di tavolini blu con cuscinetti e tovaglie bianche. Il profumo dalla cucina accolse i due ragazzi che si avvicinarono ad un uomo di spalle.

« Ugo!»

L’uomo si girò e lì guardò con degli occhi azzurri che spiccavano tra il bianco dei capelli e della barba.

« Nico! non ci posso credere!» si abbracciarono con gioia.

« Come stai?»

« Bene! ti presento un’amica!» disse Nicolò, poi si girò verso Sofia.

« Lui è mio nonno!»

Colta di sorpresa, gli strinse la mano ed elogiò il locale molto accogliente.

« Che piacere vederti! stamattina non mi hai detto che saresti passato qui per festeggiare!»

« La nostra ospite meritava un posto speciale..»

Il nonno lo interruppe « e l’hai portata nel posto giusto allora! vi faccio preparare un tavolo in veranda!»

« Sì, buona idea! io intanto faccio gli onori di casa»

Nicolò prese per mano Sofia e uscì fuori dal locale.

Passeggiarono lungo la spiaggia con lo spettacolo della luna riflessa sul mare, ricordando quel posto che li riportò inevitabilmente alla loro infanzia.

« Ero uno di quei bimbi con la voglia di diventare grandi..»

« Ah, quella non mancava nemmeno a me..»

« Ricordo che avevo  già le idee molto chiare: sfottimi pure, ma a 7 anni già sapevo di voler fare l’ingegnere, forse perché avevo un approccio prettamente razionale alla vita»

 « Beh, essere tenace è un grande vantaggio, un bel pregio. Non ti prenderei mai in giro per questo, anzi ti ammiro. Anch’io avevo le idee chiare da piccola su cosa volevo fare da grande!»

« Ah si?»

 «Sì, io sognavo di fare la principessa! lo so che tra le bimbe è un classico intramontabile! ma io realmente volevo farlo per mestiere! Poi la realtà si è dimostrata ovviamente diversa. Ho capito che le mie mani invece di crogiolarsi nelle cure dei miei servitori, avrebbero potuto donarmi più soddisfazioni in altri modi. Armata di ago e cotone cominciai a vestire le mie Barbie fino ad arrivare a vestire me!»

 « Sei una stilista?»

«Magari! io rappresento la loro versione più conveniente. Ho creato il “cosa mi metto” per risolvere quel quiz quotidiano al quale molte donne si sottopongono tutti i giorni. A noi donne capita di avere l’esigenza di indossare abiti che sono solo nella nostra mente e non riusciamo mai a trovare nei negozi. Nel mio, invece, il discorso ha l’effetto contrario: realizzo vestiti in base ai loro desideri proponendo prezzi al passo con i tempi.»

« É un’idea geniale!»

« Grazie! ho fatto tanti lavori prima di realizzare questo mio sogno nel cassetto, ma per arrivarci mi sono sempre detta che svegliarsi la mattina e fare ciò che ci piace è uno delle 100 cose che bisogna promettersi di fare nella vita!»

« Hai perfettamente ragione! ma lo sai che parlare con te fa venire la voglia di rivoluzionare il mondo!»

Quelle parole facevano aumentare la stima che Nicolò aveva per Sofia e lo convincevano che quest’incontro non arrivava per caso nella sua vita. Dall’osteria suonò la campanella. Era il modo di Ugo per avvisare Nicolò che era pronta la cena.

 « Vieni! Ti faccio mangiare finalmente!»

Arrivarono al loro tavolo con tanto di lume di candela, i calici con le bollicine del vino bianco e dei gustosi piatti colmi di ogni prelibatezza  a base di pesce.

« Si sono dati da fare!» disse Sofia.

« Bisogna festeggiare! poi è anche la prima volta che porto una ragazza qui! Quindi credo che questo sia anche il suo modo per darti il benvenuto!»

 « Tuo nonno è un ottimo padrone di casa! è riuscito a farmi lusingare!»

Nicolò l’accompagnò alla sedia e poi prese posto.

« Sarai affamata, ti avverto che qui accolgono con piacere qualsiasi richiesta per il bis, chiedi tutto ciò che vuoi!»

« Grazie! prima di iniziare però ci vuole un bel brindisi! »

« Un brindisi!? ah, sì! certamente! brindo a Carlotta e Alessandro che ci hanno permesso di finire qui!»

« Chissà dove saranno finiti?»

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