Continua la pubblicazione di una storia che vorrei raccontarvi di giorno in giorno. S’intitola “la principessa e il ladro”, una storia in cui parlo dell’amore , vissuto da una single in cerca dell’uomo giusto al giorno d’oggi. Lo scopo di questa iniziativa è quello di accogliere suggerimenti per cambiare ciò che non vi piace del capitolo che ho scritto e a fine pagine troverete il vostro nome e potrete poi condividere sui vostri blog o social.

 

CAPITOLO VII

 

26-27/03/2011

Lettera al mio amore..ovunque tu sia!

Mi passerai ,..

anche stavolta amore sei fuggito dalle mie mani

eppure sembravi proprio tu!

aveva la tua bocca, la tua voce, il tuo corpo,

il tuo sorriso, ma i tuoi occhi no!

I suoi non erano quelli per cui avrei perso

la testa perché non mi hanno mai

guardata con il cuore.

Dove stiamo andando anima mia?

quanti falsi te dovrò incontrare

ancora? che voglia di amarti che ho!

Vorrei far mio ogni tuo particolare,

darci il meglio e il peggio di noi, sentire

il tuo profumo durante la giornata,

parlarti, ascoltarti, crescere insieme.

Non voglio arrendermi, ti aspetto..

però che voglia e’ te verè!

 

CAPITOLO VIII

Il cielo stellato nelle serate estive faceva spesso da scenografia alle cene organizzate in terrazza da Sofia e Carlotta.

Adoravano quella parte della casa, in particolare Carlotta..

– Luci spente?- chiese Sofia con in mano due calici di vino bianco.

– Si! mi sa che ora si troverà in qualche locale a ballare dirty dancing con qualche Polly Pocket! dammi quel calice, devo dimenticare!

– Beh, allora dimenticheremo insieme! il team dei miei fans fa pena! cin cin!

– Cin socia!

Brindarono stese sui lettini con lo sguardo rivolto al cielo.

– Sono un incanto le sere d’estate con i grilli che cantano!- disse Carlotta.

– Non so te, ma a me ricordano quelle dei primi appuntamenti. Quando gli uomini sono sempre perfetti: si presentano puntuali sotto casa, organizzano cene al chiaro di luna, ti riempiono di complimenti e si dipingono come l’uomo ideale. Proprio come l’ultimo caso perso che ho archiviato l’altra sera. Dopo la trasformazione da principe a polipo, sono stata costretta a fargli il famoso discorsetto del “non-te-la-do” ed è scappato!

– Sono tutti uguali! a me sembra di frequentare dei robot con il pilota automatico, sono senza cuore! mirano all’obiettivo e se non lo raggiungono, freddano ogni legame per poi proseguire con la prossima vittima!

– Quello della nostra epoca non è amore, e’un tunnel polare dei sentimenti!

– A proposito di gelo.. ci starebbe bene quel barattolone di gelato panna cotta, cioccolata bianca e caramello?!”- disse Carlotta che era solita gestire in questo modo i cali di dolcezze.

– Magari con una spruzzatina di nocciole e meringhe?- concluse spudoratamente la sua degna compagna di merende.

Rientrarono in casa per procurarsi la loro dose di zuccheri, ma si accorsero che mancava proprio il gelato, si guardarono deluse e Carlotta disse subito:

– tranqui! scendo al bar e provvedo!- Sofia le sorrise vedendola correre verso la porta.

Carlotta uscì dal palazzo ed entrando di corsa nel bar si scontrò con un paio di addominali nascosti sotto una profumosa Fred Perry. Alzò lo sguardo e si accorse di avere le mani sul petto del suo amore platonico, meglio noto come “bamboleiro”, il quale vedendola in uno stato confusionale le chiese preoccupato:

– Tutto bene?

Carlotta vide per pochi istanti realizzarsi uno dei suoi tanti sogni notturni. – Si, si! scusami ero di corsa..

– Me ne sono accorto! ma tu abiti in questo palazzo ,vero?

Carlotta non riusciva ancora a crederci: lui, il principe dei suoi desideri era consapevole della sua esistenza!

– Si! anche tu hai un viso familiare!- rispose cercando a tutti i costi di apparire convincente, mentre continuava ad ammirare quel sorriso accecante.

– Io abito proprio di fronte al vostro appartamento. Mi chiamo Alessandro!

Lo ascoltava cercando di imprimere nella mente il suono della sua voce in perfetta sintonia con le espressioni dei suoi occhi neri e un sorriso che faceva invidia a quello di un attore americano.

– Io sono Carlotta!

– Ah, Carlotta che nome simpatico!

– Anche il tuo non è male!

Sorrisero scambiandosi sguardi di complicità, si salutarono e mentre Carlotta varcava l’uscio del bar, Alessandro si girò e la chiamò :

– Vicina!

Carlotta riconobbe quel tono di voce che suonava al suo orecchio come un insieme di note ben accostate.

– Mi dica?- rispose ironicamente.

– Sabato dò una festa! ti va di venire? puoi portare chi vuoi!

Carlotta non ci pensò due volte e rispose subito di si.

Alessandro si diresse verso il suo palazzo e lei rimase a guardarlo fino a quando lo vide scomparire dietro il portone.

Ritornò a casa a mani vuote, lasciando Sofia scontenta.

– ehi! e il  nostro gelato?

– Mi dispiace, ma io ho già avuto la mia dose di zuccheri!

Annunci