Continua la pubblicazione di una storia che vorrei raccontarvi di giorno in giorno. S’intitola “la principessa e il ladro”, una storia in cui parlo dell’amore , vissuto da una single in cerca dell’uomo giusto al giorno d’oggi. Lo scopo di questa iniziativa è quello di accogliere suggerimenti per cambiare ciò che non vi piace del capitolo che ho scritto e a fine pagine troverete il vostro nome e potrete poi condividere sui vostri blog o social.

CAPITOLO VI

Il rumore di un campanello suonò alla porta del “cosa mi metto?”, la piccola sartoria in cui lavorava Sofia. Si aprì la porta e vide Carlotta entrare.

– Ho portato i panini! pranziamo al parco?- disse Carlotta mentre Sofia si sistemava i capelli allo specchio.

– Si, amì! oggi è uno di quei giorni in cui mi sento un cesso!

– Ma smettila! ti assicuro che tutto puoi sembrare tranne che brutta!

Chiusero insieme il negozio per dirigersi verso il parco.

– La cosa più brutta è che capita sempre quando devo per forza uscire di casa!..ma il peggio è sempre dietro l’angolo- disse queste ultime parole abbassando il tono della voce, vedendo venirle incontro la sua “amica- nemica” talmente perfetta da ricordarle quelle bamboline con cui giocava da piccola, le Polly Pocket!

– Sta arrivando Polly! a volte penso che se la mettessi a testa in giù, i capelli le resterebbero attaccati alle spalle, forse non le salirebbe nemmeno il sangue al cervello!- aggiunse Carlotta sottovoce.

– Ooooh! ma ti fai sempre più bella!- con quel sorriso a 180 denti salutò Sofia.

– Ciao! grazie, anche tu!- aspettando che Polly si allontanasse Sofia continuò a (s)parlarne con Carlotta

– mmm, fingo di crederle, ma soprattutto cerco di trattenere quell’incontenibile voglia di chiederle come sia possibile che una donna normale in tutti 365 giorni all’anno riesca a non avere mai un capello fuori posto, il trucco sbavato, un paio di scarpe basse ai piedi? insomma quel maledetto “giorno no” del mese, su di lei che effetti miracolosi ha?

– Con il tempo mi sono convinta che questa sorta di Polly Pocket sia un’ extra terrestre!

Risero insieme, mentre un uomo passò accanto e sussurrò “siete stupende!”.

– Sentito? proprio quando credi che oggi sia il famoso “giorno no”, ecco che si verifica quel piccolo miracolo chiamato “complimento”! – disse Carlotta sorridendo all’amica.

– Sembra assurdo, ma anche un semplice gesto come questo può convertire un giorno no ad un giorno “ni”!

– Ma il meglio deve ancora venire..- disse Carlotta facendole cenno con lo sguardo verso Andrea, un macho man con il perenne colorito di un cubano.

– Nooo! posso essere più sfigata di così? possibile che nel giorno in cui tutti i tentativi di trucco e parrucco risultino vani, incontro quel frescone che mi strapiace e non riesco mai a beccare quando invece mi sento al top!- disse Sofia mentre cercava di fare gli scongiuri affinchè quest’incontro riavvicinato non avvenisse per una qualsiasi causa di forza maggiore (terremoto, maremoto, uragano) o semplicemente una telefonata che lo distragga da questa iniziativa, giunta nel posto e nel momento sbagliato.

Quando lo vide venirle incontro in tutto il suo splendore, nella sua mente partì la scena a rallentatore con la sua colonna sonora (“more, more, more”- Andrea true connection), si avvicina, cingendole il braccio intorno alla vita. In quell’istante Sofia pensò inevitabilmente:”no! la ciccia sui fianchi! non respirare! pancia dentro! petto in fuori! no, vabbè quello no, è un caso perso! non arrossire! non arrossire!”.

Andrea le baciò una guancia dicendole:

– che bella che sei oggi! questa gonna ti sta benissimo!

All’improvviso Sofia senti fermare tutto: colonna sonora, gente che viene, gente che va (compresa Polly). Si guardò intorno e una volta assicuratasi che lo stesse dicendo proprio a lei, gli rispose:

– giuro che non è stata la prima cosa che ho preso dall’armadio!

Andrea sorrise e disse:

– oggi parto per una decina di giorni di mare, appena torno, se ti va, potremmo uscire insieme?

Sofia acconsentì con la testa e lo salutò, ancora incredula dell’accaduto.

Carlotta si mise sotto al suo braccio e le disse:

– amica! decisamente! non è un giorno no!.

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