Continua la pubblicazione di una storia che vorrei raccontarvi di giorno in giorno. S’intitola “la principessa e il ladro”, una storia in cui parlo dell’amore , vissuto da una single in cerca dell’uomo giusto al giorno d’oggi. Lo scopo di questa iniziativa è quello di accogliere suggerimenti per cambiare ciò che non vi piace del capitolo che ho scritto e a fine pagine troverete il vostro nome e potrete poi condividere sui vostri blog o social.

CAPITOLO III

– Sei passato dall’avvocato per l’assegno?

– Si, Papà!

– Potresti venire da me qualche giorno? il padre di Christel mi ha fatto più volte delle proposte di lavoro che potrebbero interessarti!

– senti papà, non ricominciare con questa storia.

– Appena riesco a trovare un po’ di tempo ce ne andiamo al mare, che ne pensi?

– si,si..

Erano queste le uniche conversazioni che Nicolò aveva con il padre da quando aveva lasciato la madre per un’altra donna, non avevano più lo stesso legame e i loro rapporti peggiorarono quando la madre si ammalò gravemente.

Nicolò visse gli ultimi mesi della sua malattia cercando di donarle tutto l’amore che ha sempre temuto di non darle abbastanza.

Trascurò amici e passioni, lasciò l’università a pochi esami dalla laurea. Tutto quello che voleva era curare sua madre, ma nonostante le sue speranze morì in una sera di settembre, proprio davanti ai suoi occhi.

Lasciò Milano, città nella quale si trasferì con la madre quando aveva otto anni. Ignorò la richiesta del padre che lo voleva con sè in Germania, decidendo di ritornare nella villa di famiglia a Napoli, dove aveva vissuto fin da piccolo. Concludere gli studi era tra gli obiettivi che Nicolò si era posto, ma col tempo le cose cambiarono e un evento in particolare diede una scossa alla sua vita in quel momento.

Un giorno tornando a casa in metro, nell’attesa che arrivasse il treno con la scusa dei ritardi continui che i passeggeri sono costretti a sopportare, conobbe una ragazza.

Continuarono a chiacchierare fino a quando il suono del telefonino della ragazza interruppe la loro conversazione. Subito dopo, la ragazza ripose distrattamente il telefonino in borsa, riprendendo a parlare con Nicolò, poi si accorse di essere arrivata alla sua fermata e lo salutò in fretta.

Quando Nicolò giunse sotto casa, frugando nel suo zaino per trovare le chiavi del cancello trovò il telefonino della ragazza della metrò.

Entrò in casa, pensando che per restituirlo avrebbe potuto risalire dalla rubrica a uno dei numeri presenti e perché no, approfittarne per chiederle un appuntamento.

Prima però doveva preoccuparsi dell’appuntamento in palestra con Alessandro, l’unico amico dal quale non si allontanò. Erano cresciuti insieme e hanno sempre contato l’uno sull’altro. Quello della palestra era solo un pretesto da parte di Alessandro per riportarlo a quelle che una volta erano le sue vecchie abitudini.

Raccontò ciò che gli era accaduto in sala attrezzi. L’amico, dopo essersi informato se ne valesse la pena, gli suggerì di procurarsi un appuntamento, mentre Tony, l’allenatore, gli disse di venderselo su internet, sapeva che molti ladri smaltivano così la refurtiva. Dopo l’intervento di quest’ultimo, Alessandro scoppiò a ridere, conosceva l’integrità dell’amico e non avrebbe mai avuto il coraggio d’infrangere le regole.

La sera di quello stesso giorno, Nicolò ripensò alle parole di Alessandro. Si sentì come sfidato dall’amico che sembrava reputarlo un vigliacco. Senza pensarci due volte, decise di prendere il telefonino e cancellare tutti i dati all’interno, poi accese il suo computer e cercò una linea wifi sconosciuta per connettersi, evitando in questo modo che il suo indirizzo potesse essere registrato dal sito dove vendeva il cellulare. Qualche giorno dopo l’inserimento dell’annuncio, riuscì a venderlo.

L’operazione fu così semplice e breve da non avergli dato nemmeno il tempo di pensare che stava per commettere un reato.

Ciò che invece lo incoraggiava era aver risposto con successo alla sfida che gli aveva inconsapevolmente proposto Alessandro.

Qualche giorno dopo, durante gli esercizi in palestra voleva confidarsi con l’amico, spiegandogli quanto fu facile organizzare il tutto, ma mentre si cambiava nello spogliatoio si accorse della presenza di una borsa nascosta con un asciugamano in un angolo.

Aveva notato che era già da un bel po’ lì, ma nessuno era tornato a prenderla. Gli venne uno strano pensiero per la testa: “potrei venderla su internet!?”. All’improvviso entrò Tony, lo vide prendere un asciugamano dal suo armadietto per poi ritornare in sala attrezzi.

Quando la porta si chiuse, si avvicinò velocemente alla borsa abbandonata e la infilò nel suo borsone.

Uscì frettolosamente dalla palestra e telefonò l’amico:” pronto Ale,..sto andando a casa, non mi sento un gran ché..”

” ok, ma mettiti in forze per sabato sera, ho organizzato un seratone! “

” tranquillo, ci sarò! ” rispose sollevato, l’idea di andare in palestra non l’ha mai entusiasmato.

Durante la strada verso casa, cominciava a sentire il peso delle sue azioni.

Il pensiero di quello che stava per fare, gli faceva battere forte il cuore.

Aveva dentro di se una commistione di emozioni, sapeva di sbagliare, ma ormai la tentazione di riprovare la sensazione della prima volta gli faceva perdere quella razionalità che lo ha sempre distinto dagli altri.

Arrivò a casa e prese posto sul divano appoggiando sul tavolino il suo borsone, dal quale prese subito la borsa rubata.

All’interno  trovò un vestito verde, delle ballerine marroni, un beauty. Dettagli che lasciavano intendere che la borsa appartenesse ad una donna, ma che ci faceva nello spogliatoio degli uomini?

Smise di chiederselo, quando continuando a frugare trovò un  PC portatile bianco.

Annunci