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Comincia oggi la pubblicazione di una storia che vorrei raccontarvi di giorno in giorno. S’intitola “la principessa e il ladro”, una storia in cui parlo dell’amore , vissuto da una single in cerca dell’uomo giusto al giorno d’oggi. Lo scopo di questa iniziativa è quello di accogliere suggerimenti per cambiare ciò che non vi piace del capitolo che ho scritto e a fine pagine troverete il vostro nome e potrete poi condividere sui vostri blog o social.

La principessa e il ladro

PROLOGO:

Il cielo era illuminato dai colori del tramonto e un rumore delle rotelle di una piccola bici sull’asfalto, interrompeva il dolce suono delle onde in lontananza.

Quella non fu la solita estate per la piccola Sofia. Con un grande sorriso sul viso, guidando la sua prima bici sul lungomare, le sembrava di aver conquistato il mondo intero.

Condivideva questo piccolo traguardo con il suo fedele amichetto Nicolò che la inseguiva, correndole dietro. Il loro era un legame speciale, di quelli che classifichi come le prime amicizie della tua vita. Sofia gli era molto legata da quando prese le sue difese con un bambino che aveva l’hobby di prendersi sempre gioco di lei.

Quel giorno, Nicolò era davanti al jukebox del bar, quando vide la scena ripetersi. Intento nella scelta di una canzone, notò Sofia in difficoltà e pensò di intervenire. Uscì velocemente dalla gelateria con un mega gelato tra le mani, mentre dal jukebox Gianni Morandi cantava “se non avessi più te”, si avvicinò in suo soccorso e con aria sicura, disse: “ehi! se non la lasci stare ti butto il gelato addosso?”. Il bulletto incrociò le braccia e gli rispose: “non hai il coraggio, gnomo!”.

Nicolò rivolse uno sguardo verso Sofia, quel suo sguardo dolce e indifeso bastarono per incoraggiarlo e l’istante dopo, il gelato fragola e limone scorreva sul coccodrillo della polo del presuntuoso bimbo.

Da quel momento trascorsero insieme ogni giorno di quell’estate.

A fine vacanza furono costretti a salutarsi,..ignari che se la vita li avesse potuti separare, il destino li avrebbe uniti!

 

CAPITOLO I

 

< Finalmente è finita! Entro nel palazzo, lo saluto, mi rigiro per dargli la chance di recupero, ma era già sparito! Mai che ti accompagnassero alla porta di casa! detesto quei film in cui lasciano vedere la scena di lui che l’accompagna, aspettando che vada via. Ci riempiono di false speranze!

Arrivata a casa, mi chiudo la porta alle spalle e tiro un sospiro di sollievo, non solo per essermi salvata da un probabile Jack lo squartatore, anche per aver terminato l’ennesimo “appunta-tormento” con il principe pezzotto di turno! >.

Sofia spense il pc e si diresse verso la sua camera, crollando sul letto esausta. Il buon profumo di bucato delle lenzuola la confortò, accompagnandola nel sonno. Quell’ultimo sguardo alla fotografia sul comodino sembrava dire..”buonanotte” all’unico uomo che le aveva dato amore vero.

Erano passati 16 anni da quando non sentiva più la sua voce chiamarla. Con gli anni si accorse dell’assenza della parola “papà” nel suo vocabolario quotidiano e questo contribuiva a  farle sentire un’immensa mancanza. Di lui conservava il ricordo di un uomo dolcissimo che provava amore incondizionato per sua moglie e le sue figlie, le uniche donne della sua vita. Quando si perde una persona cara si finisce per cambiare se stessi, nel peggiore dei casi si prendono cattive strade, a Sofia invece fece comprendere il vero significato delle cose importanti della vita. Maturò prima ancora di diventare grande, fu questo l’unico dono che gli lasciò suo padre, oltre ai caratteri del viso come spesso il resto della sua famiglia amava ricordarle. Un viso, i cui dettagli Sofia cercò di non dimenticare circondandosi delle sue foto, proprio come quella foto sul comodino, a cui rivolgeva l’ultimo sguardo prima di dormire.

 

CAPITOLO II

 

– Avanti il prossimo!- disse Carlotta sbucando dalla finestra del terrazzo. Sofia, appena si accorse della sua presenza, chiuse subito il portatile. Carlotta quando notava questo gesto, aveva l’impressione che le volesse nascondere qualcosa, ma, nonostante ciò, non le chiese mai spiegazioni.

La loro amicizia fu amore a prima vista. Da quando Sofia la scelse come inquilina, dicendole: “nella mia vita ho deciso di circondarmi di persone diverse e non conosco ancora nessuna che si chiami Carlotta!”

Sofia le confessa che il vero motivo che la portò a scegliere lei come inquilina era per la sua innata dote culinaria, ogni volta che ricordano quel momento, scoppiano a ridere.

– Opterò  per un bel periodo di clausura!- disse Sofia sorridendo.

– Ok! qui ci vuole una grande colazione, che dici?

– Si, ma entriamo dentro! – disse Sofia, facendo segno con lo sguardo verso la finestra di fronte.

– Di già?! ma non è un po’ prestino per le sue performance ballerine?

– Ballerine?! Magari! oggi si è messo a parlare al telefono in mutande!

– No! mi sono persa il mio buongiorno preferito!- rispose Carlotta, delusa dal suo amore segreto. Una sorta di “ragazzo della porta accanto”( anche se in questo caso sarebbe il caso di definire ” ragazzo della finestra di fronte”) con la passione per la musica cubana e l’unico difetto di essersi fermato al look degli anni ’80.

Entrando in cucina cominciarono a prepararsi quello che loro adorano chiamare “il menù del giorno dopo”: crepe con panna, frutta e nutella. La ricetta con gli ingredienti giusti per superare i momenti  in cui è facile perdere il sorriso.

– Dopo corsetta al parco?- domandò Carlotta, mentre finiva la sua crepe.

– Obbligatorio!!- le rispose Sofia con la bocca ancora piena, sorridendole.

– Ok, missione compiuta!- disse soddisfatta Carlotta.

– Cosa?

– Mi hai sorriso!!!

 

To be_Luppy_continued..

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