Vivere sommersa nel desperate houseluppy time, mi ha fatto rendere conto che le uniche pause in cui riesco a trovare la giusta ispirazione per scrivervi, sono quelle che trascorro in metropolitana.

Avendo appeso al chiodo la patente per la mia scarsa insicurezza, giro per la mia città con questo mezzo pubblico e non solo..praticamente sono esperta di quasi tutti gli itinerari via circu-metro-nicolare!

Le migliori pause che mi sono concessa sono quelle in cui nel treno c’erano pochi passeggeri, non perché ami la solitudine (per carità!!!), soltanto per lasciare che la mente si rilassi comodamente seduta, cosa complicata assai da realizzare quando sei in piedi e cerchi di non cadere aggrappata a qualcosa, incastrata come una sardina tra 30 persone in un vagone che ne dovrebbe umanamente ospitare moooolte, molteee di meno!

Non prendetemi per una psicopatica se vi confido questa cosa, ma per me la ricerca del posto è una cosa fondamentale: siccome sono una che soffre il mal di macchina, mal di mare, ect ect, in ogni mezzo di trasporto in cui mi trovi, adopero le mie tattiche per stare bene. In questo caso la ricerca del posto dipende dalla direzione in cui si muove il treno! Avvistato il posto giusto, mi avvicino al sedile del finestrino (quelli sono i più ambiti tranne che dalla sottoscritta), percependo sempre la sensazione di fastidio del mio vicino/a quando qualcuno si siede accanto sul treno. Il pensiero sembra essere “Avevo riservato anche questo posto solo per me!”. Finalmente seduta in un angolo, accenno una timidissima panoramica su ciò che mi circonda. Il vagone dei mezzi pubblici è un posto nel quale una mente curiosa si sfizia assai:

Avete mai notato che tutti ci guardiamo con aria sospettosa in questi posti? sarà perché è inevitabile non stare sulla difesa per il timore di sentirsi vittime di qualche mariuolo o talebano.

Riesco ad individuare la tipa amuchina che con la sua bottiglina dal liquido magico sembra voglia derattizzare tutto, ma si limita a disinfettarsi solo le mani! poi c’è cuore solitario con in libro di Sigmund Kafka Shakespeare tra le mani, quello che gioca al cruciverba e infine, quello che si appisola. Vi ho appena nominato il tris dei miei supereroi! Mi sono sempre chiesta se intenti nel loro passatempo, arrivino alla fermata desiderata e non finiscano a Mondragone?!

Spesso, quando la durata del viaggio della speranza sembra infinita, adopero la tattica della musica on the road per spezzare il silenzio del rumore del treno. Puntualmente a rovinare i miei piani arriva lo zingaro che con il suo tamburello cerca di seguire quel motivetto che fa “bailando,bailandooo”..vi confesso che dal primo momento che ho assistito a questa performance non c’è canzone che io possa schifare di più al mondo!

Il mio enigma inspiegabile resterà sempre quello che riesce a mangiare in metropolitana, col tempo mi sono convinta che sia dotato di uno stomaco di acciaio inox, se non di una quantità di anticorpi bestiale per riuscire  a mangiare in un posto dove mi muovo come le donne quando vanno alla toilette di un locale pubblico.

Un piccolo ringraziamento va ai whatsappari: le vostre conversazioni sono meglio delle puntate di beautiful! Gente che parla male del passeggero accanto, papielli di scuse alla fidanzate, dichiarazioni d’amore,..!!!

Potrei continuare all’infinito, anzi se qualcuno non lo avesse ancora fatto, dovrebbero scriverci un libro sul pazzo mondo di questi sconosciuti, io mi sono limitata a descriverlo come lo vedono i miei occhi e spero che quando vi troverete tra i passeggeri di questi treni vi ricordiate di queste parole, strappandovi un sorriso.

Con affetto, Luppy

Colonna musicale consigliata: “Metropolitana- Eduardo De Crescenzo”.

 

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