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“Questa parte della mia vita si può chiamare..”

Comincio quest’articolo servendomi di una frase di un film che ha come titolo l’obiettivo principale che ognuno di noi dovrebbe porsi nella vita, ossia “La ricerca della felicità”.

Anch’io mi ritrovo a pensare a questa frase per inaugurare questo periodo della mia vita con una parolina che mi riempie l’anima di energia positiva e dona quella giusta scossa emozionale di cui ho disperatamente bisogno in questo momento.

La parola a cui mi riferisco è “RESILIENCE”!

Adoro pronunciare questa parola in inglese carichissima di significato!

Dicesi resilienza quella capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinnanzi alle difficoltà. Persone resilienti sono coloro che immerse in circostanze avverse riescono, nonostante tutto e talvolta contro ogni previsione, a fronteggiare efficacemente le contrarietà, a dare nuovo slancio alla propria esistenza e perfino a raggiungere mete importanti.

(from Wikipedia with love!)

Mi piace pensare a quei momenti in cui la vita ti mette in crisi come a delle grandi sfide! sfide che io, vinta o vincitrice, sono spinta, irrefrenabilmente, ad affrontare!

Sempre in questo film c’è una storia che vorrei riportare anche qui :

Un uomo sta affogando nell’oceano.
Arriva una barca e cerca di aiutarlo, ma l’uomo risponde dicendo «non abbiate paura, andate, Dio mi salverà».
Arriva la seconda barca, sempre con l’intenzione di salvare l’uomo che stava affogando, ma l’uomo risponde ancora dicendo la stessa frase «non abbiate paura, Dio mi salverà» e anche la seconda barca se ne andò lasciando l’uomo nell’oceano.
L’uomo affogò e andò in Paradiso. La prima cosa che fece fu quella di chiedere a Dio perché non l’avesse salvato, Dio rispose subito «Ti ho mandato due barche “stupido”!!!

Ora non ho mai avuto modo di parlarvi del mio rapporto con la religione, ma ne approfitterei volentieri, rubando un pezzettino di questo articolo per farlo. Credo molto in Dio e in tutti i suoi parenti e amici, non credo in coloro che lo rappresentano, soprattutto nel modo in cui cercano di portare la parola del Signore. Non frequento molto la chiesa, diciamo che spesso mi prendo delle lunghe pausa di riflessione con lei, ma amo il modo in cui la mia anima si sente in quei lunghi periodi in cui riesco a frequentarla.

E quindi sì! Dio ci aiuta sempre, ma se non ne comprendiamo il modo non lo aiutiamo a far si che il suo contributo possa servirci. Anche per questo motivo sono amante dello slogan “Aiutati, che dio ti aiuta!”.

Al mio “se ci sei batti un colpo!” credo che qualcuno lassù mi abbia sentito e abbia lanciato un segno! e se come dice il Liga “hai un momento Dio?” a me posso dire che, ancora una volta, abbia dedicato un po’ del suo preziosissimo tempo per farmi ripercorrere la strada giusta verso la felicità.

Anch’io ho dovuto fare i conti con la realtà dell’epoca inevitabilmente trascinata dalla crisi in cui viviamo, un male che ormai è comune a molti. Così mi sono ritrovata licenziata dopo 10 anni e mezzo di lavoro in quest’era povera di speranze per il futuro.

Con tante responsabilità a cui pensare e una vita da reinventare non potevo non concedermi qualche giorno di sana delusione (per non dire depressione), ma soprattutto di solitudine per riflettere nel modo giusto.

Oggi sono giunta alla conclusione che necessitavo mi capitasse quest’occasione per riprendere in mano la mia vita e portarla verso il successo perché non è mai troppo tardi per essere felici!

“Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile.”
‪#‎SanFrancescodAssisidocet‬

 

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